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"Aspettando l'aurora boreale"
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All’estremo nord della Norvegia, nella regione del Finnmark, ed alle isole Vesteralen e Lofoten, per ammirare un territorio aspro ed una natura selvaggia, dove il paesaggio è l’assoluto protagonista. Un territorio modellato dagli elementi della natura con fiordi, foreste e distese di tundra artica, in cui ammirare il magico spettacolo dell’aurora boreale che a queste latitudini si manifesta in tutto il suo splendore.
Il resoconto da lunedì 21 agosto a sabato 2 settembre si trova nella sezione
Finlandia
Domenica 3 settembre - Siamo ormai prossimi a lasciare il Lappland e di conseguenza la Finlandia, per entrare nella regione più settentrionale della Norvegia: il Finnmark. Qualche chilometro lungo la strada 92 e siamo il valico di frontiera: una casa isolata senza che qualcuno sia presente per eventuali controlli. Proseguiamo alla volta di Neiden e seguendo la strada E6 ci dirigiamo verso Varagerbotn. La prima impressione è che le condizioni del fondo stradale in questo angolo di Norvegia siano peggiori rispetto a quello delle strade finlandesi; qui l’asfalto è sovente rovinato da rappezzi ed avvallamenti. Anche il paesaggio è cambiato integralmente: la tundra costellata di bassi cespugli, ideale terreno di pascolo per le renne, circondata da montagne e colline rocciose è subentrata a laghi e foreste. Ci fermiamo a Nesseby per vedere la chiesa del 1858 eretta in riva al mare, bella ma come sempre chiusa, anche se dalle finestre riusciamo a vedere una particolare e curiosa balaustra tonda posizionata davanti all’altare. Sulla vicina spiaggia campeggia imponente, una hjell, una gigantesca rastrelliera in legno risalente agli anni ‘50, rimasta attiva per un ventennio ed utilizzata per l’essicamento dei merluzzi. Un’altra sosta la effettuiamo a Mortensnes per vedere un antico sito cimiteriale Sami, situato sul fiordo in una posizione davvero bella che raggiungiamo con una piacevole passeggiata. Proseguendo lungo la strada litoranea raggiungiamo Vadso dove ci rechiamo a vedere il traliccio utilizzato per ancorare i dirigibili Norge ed Italia rispettivamente di Roald Amudsen (nel 1926) ed Umberto Nobile (nel 1928) che da qui partirono per sorvolare il Polo Nord. Ultima tappa odierna, il promontorio di Ekkeroy, luogo di nidificazione per numerose specie di uccelli. Facciamo un trekking ad anello di otto chilometri lungo i sentieri della riserva naturale in un contesto naturale molto bello: una penisola con una lunga scogliera purtroppo quasi priva di uccelli. Ritornando al minuscolo borgo facciamo un giro per il piccolo porto dove fino a qualche decennio fa, era in attività una vecchia fabbrica per la lavorazione del pesce.
Lunedì 4 settembre - Con un bel sole lasciamo il parcheggio del parco naturale di Ekkeroy per proseguire lungo la E75 e raggiungere Vardo, la cittadina più orientale della Norvegia. Situata su una piccola isola, è collegata alla terraferma da un tunnel stradale sottomarino lungo quasi tre chilometri, l’Ishavtunnelen, scavato nella roccia ad una profondità di circa trecento metri sotto le fredde acque del mar Glaciale Artico. Lasciato il camper al porto, ci rechiamo a visitare dapprima il Memoriale della Stregoneria, singolare mostra che commemora centoundici donne e ventiquattro uomini di etnia norvegese o sami, condannati al rogo durante i processi per stregoneria nella regione del Finnmark nel corso del XVII° secolo. Ci spostiamo quindi al Vardohus, fortezza a forma di stella ottagonale fatta erigere nel 1738 da re Christian VI per difendere la sovranità norvegese dagli attacchi delle truppe del duca di Novgorod. Entriamo dalla porta esterna al forte, eretta in onore della Regina Maud per la sua visita nel 1907, per raggiungere la cinta muraria ed attraversare lo stretto passaggio posto di fronte al corpo di guardia ed affacciarci sul cortile interno attorno al quale si trovano gli edifici della fortezza: la “Slaveriet”, bassa costruzione utilizzata come prigione ed oggi adibita a museo, la polveriera, la dimora del comandante della guarnigione, ancora oggi utilizzata e che possiamo visitare grazie al comandante in persona che ci consente di entrare in quella che è la sua abitazione ricevendoci nello studio in cui è presente una fornitissima libreria con molti testi su artisti e poeti italiani. Terminiamo la nostra visita con un giro per le strade della cittadina passando per il porto e per la moderna chiesa a forma di tenda costruita nel 1958 dopo che la precedente era stata distrutta dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Nel pomeriggio percorrendo la stretta strada panoramica 8100 che costeggia il mare ci spingiamo fino ad Hamminberg, antico porto peschereccio, in seguito abbandonato ed oggi rinato, le cui vecchie costruzioni in legno sopravvissute indenni alla guerra, oggi ristrutturate, sono diventate seconde case estive. Qui la strada termina; non ci resta che ripercorrere in senso inverso dapprima la strada panoramica Varanger e poi la E75 per ritornare a Vadso dove concludiamo la giornata con un giro a piedi per le vie centrali della piccola cittadina.
Martedì 5 settembre - Oggi abbiamo in programma di risalire la penisola di Nordkinn percorrendo la strada regionale 888, aperta al traffico solamente nella stagione estiva per raggiungere la punta estrema della penisola: capo Kinnarodden. Lasciata l’area sosta di Vadso, proseguiamo lungo la E75 fino a Tana Bru per poi dirigerci verso Vestertana e Ifjord, utilizzando la strada 98. Oltrepassato il minuscolo borgo costiero di Lebesby, la strada, stretta ma panoramica, si snoda fino al villaggio di Mehamm costeggiando i fiordi in una regione assai poco popolata. In un susseguirsi di scorci panoramici attraversiamo un territorio molto selvaggio, brullo e quasi privo di vegetazione; il paesaggio tipico della tundra, la cui vegetazione costituita da erbe basse, muschi e licheni, che crescono nei mesi più caldi, sono l’ideale terreno di pascolo per numerosi gruppi di renne. Attraverso basse colline rocciose che valichiamo grazie a piccoli passi che si elevano per circa trecento metri sul livello del mare, raggiungiamo percorrendo la secondaria 8072, il piccolo villaggio di pescatori di Gamwick dove si trova la riserva naturale di Slettnes, all’interno della quale in una bella posizione isolata a picco sul mare di Barents, sorge lo Slettnes fyr, faro costruito agli inizi del 1900, danneggiato dalle truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale e ricostruito nel dopoguerra nella sua forma attuale e tuttora in servizio.
Mercoledì 6 settembre - Ripercorriamo in senso contrario le strade percorse ieri, fermandoci ai villaggi di Gamwick e di Mehamm, ma che a causa del forte vento e della pioggia insistente, vediamo per quanto possibile dal camper. Oltrepassata Ifjord, proseguiamo sulla strada 98 e dopo aver attraverso i borghi di Landersfjord, Bissojohka, Lakselv e Olderfjord ci ritroviamo sulla E69, una delle strade a maggior flusso turistico della Norvegia che attraverso un arido paesaggio artico termina a Nordkapp, punta estrema dell'isola di Magerøya a cui approdiamo attraverso il Nordkapptunnelen, tunnel sottomarino di circa sette chilometri che ad una profondità di 212 metri sotto il livello del mare la collega alla terraferma. Al nostro arrivo nel tardo pomeriggio, un vento fortissimo che soffia a diciotto metri al secondo (65 km/h.) spazza impetuoso il promontorio che dall’alto dei suoi trecento metri si protende a strapiombo verso il Mar Glaciale Artico. Proviamo a fermarci nel piazzale ma a causa del vento che scuote il camper pur avendo cercato riparo fra mezzi più grossi del nostro, decidiamo di scendere per la notte nel riparato porto di Skarsvag, che secondo alcuni, è il villaggio di pescatori più a nord del mondo.
Giovedì 7 settembre - Dopo una notte in cui la pioggia continua ed intensa è durata fino quasi all’alba, facciamo ritorno a Capo Nord. Fortunatamente non piove ma c’è sempre un vento molto forte, con raffiche ancora più violente che rischiano di buttarci a terra. Riusciamo, seppure a fatica, a fare il giro del belvedere e a scattare la classica foto al Globo, scultura in ferro che rappresenta un mappamondo e che insieme al monumento riportante le coordinate, costituisce una delle immagini iconiche di Nordkapp, che, situato a 71° 10’ 21” di latitudine nord è considerato, pur geograficamente non essendolo, il punto più settentrionale del continente europeo. Ridiscendiamo nuovamente a Skarsvag e vista la momentanea clemenza delle condizioni meteo decidiamo di affrontare un breve trekking e raggiungere una formazione rocciosa chiamata "Kirkeporten”, il portale della chiesa, un arco di pietra attraverso il quale si può ammirare il fiordo e lo sperone roccioso della penisola di Capo Nord. Rimessici in viaggio, dopo aver fatto una breve sosta nel villaggio di pescatori di Kamayvaer, raggiungiamo Honningsvag, graziosa cittadina portuale dove facendo una passeggiata nella zona del porto ci imbattiamo in una delle famose navi postali della compagnia di navigazione Hurtigruten, la Vesteralen, attraccata in banchina ed in attesa di ripartire. Proseguiamo fino a Nordvagen, altro villaggio di pescatori che attraversiamo in camper e proseguiamo lungo la E69, la strada costiera già percorsa, in senso contrario, nella giornata di ieri.
Venerdì 8 settembre - Dopo aver sostato per la notte nell’area camper situata in un’ansa del Porsanger fjorden, lasciamo la E69 per la E6 che attraverso Olderfjord, Skaidi e Rafsbotn conduce ad Alta, cittadina situata all'estremità meridionale dell'Altafjorden, alla foce del fiume Altaelva. Ci rechiamo subito a visitare la modernissima cattedrale dell’Aurora boreale, chiesa consacrata nel 2013 la cui superficie esterna è stata rivestita da lastre di titanio che a spirale si innalzano verso il cielo riflettendo la luce artica. Anche l’interno ha un design molto accattivante grazie ad un motivo di listelli lignei che corrono lungo le pareti e che celano luci a led che ricreano i giochi di luce dell’aurora boreale. Di grande effetto è anche la parete del presbiterio, dipinta di colore blu per mettere in risalto una stilizzata statua in bronzo di Cristo con le braccia aperte, opera dell’artista danese Peter Brandes, mentre caratteristica è la torre che funge da campanile e sulla cui parete interna si trova una scala di Giacobbe rivestita di lamine d’oro alta oltre sette metri. Ci spostiamo quindi alla periferia della città, al Museo di Alta per vedere la più grande concentrazione d’arte rupestre dell’Europa del nord grazie ai graffiti incisi nella roccia che coprono un arco di tempo compreso tra il 4200 a.C. e il 500 d.C. Sono una testimonianza della vita e delle attività quotidiane delle popolazioni che hanno vissuto nel territorio artico nella preistoria e ne illustrano le attività quali la caccia alle renne, la pesca, la costruzione di imbarcazioni, i rituali sciamanici e che ritraggono gli animali (orsi, renne ed uccelli) che ne popolavano il territorio. Percorriamo, seguendo quanto indicato dalla brochure che spiega nei particolari ogni singolo graffito, il percorso su passerelle che si snoda tra le rocce e grazie alla luce radente dei raggi di sole che a tratti bucano prepotentemente le nuvole, possiamo scoprire ed ammirare chiaramente le incisioni, eccezionali per la loro varietà e per il numero di figure, sempre differenti, incise nella roccia. Visitiamo anche l’annesso museo, che oltre ad esporre manufatti collegati alle incisioni rupestri, illustra gli aspetti della natura secondo la religione dei Sami, che la considerava un’entità dotata di un'anima. Al termine della interessante visita riprendiamo la strada E6 lungo l’Altafjorden per raggiungere prima Talvik e dopo aver costeggiato il Langfjorden, Burfjord.
Sabato 9 settembre - Sotto la pioggia ma con il meteo in rapido miglioramento, ci dirigiamo a Sorstraumen dove imbocchiamo una secondaria strada sterrata, la 7968, per raggiungere dopo circa sette chilometri il punto di partenza del trekking per la cascata di Roykfossen. Una piacevole passeggiata, di circa tre chilometri, nel bosco che costeggia il dirupo in cui scorre il fiume Navitelva per vedere la bella, impetuosa e scenografica cascata, ricca di acqua, che con salto di una trentina di metri si apre di fronte a noi. Ritornati sulla E6 proseguiamo fino al punto panoramico di Gildetun da cui si ha una vista spettacolare sul fiordo e poi fino a Birtavarre dove visitiamo la vecchia fattoria di Holmenes; risalente al 1850 ed abitata fino al 1964 da famiglie Sami era composta oltre che dalla fattoria, da una legnaia, da una dependance, da una stalla e da un fienile. Dalla fattoria ci avventuriamo seguendo un sentiero nel bosco fino ai piedi di una vicina cascata e dopo essere ritornati al camper, ripartiamo alla volta di Samuelsberg.
Domenica 10 settembre - Tra infinite distese di basse erbe, licheni, acquitrini, radi boschi di betulle e salici nani percorrendo la E6 e la E8, attraversiamo la regione del Finnmark, vastissimo territorio dagli orizzonti sconfinati. Oltrepassiamo Skibotn, Hatteng, Laksvatn, Fagernes e raggiungiamo Tromso la città più importante della Norvegia settentrionale. Dopo aver parcheggiato allo stadio scendiamo nel centro città e ci incamminiamo verso la zona del vecchio porto, lo Stortorget, per raggiungere il lungo ponte Tromsobrua che attraversa il fiordo e permette di arrivare alla Cattedrale dell’Artico, chiesa moderna completata nel 1965, la cui forma caratteristica ricorda una tenda Sami. E’ impreziosita da una grande vetrata policroma posizionata dietro l’altare, un enorme mosaico raffigurante la mano di Dio, da cui si dipartono tre raggi di luce: uno diretto a Gesù Cristo, uno diretto ad una donna ed uno ad un uomo. Dopo essere ritornati nuovamente allo Stortorget, dove tra le vecchie aree di stoccaggio del porto si trova il Polarmuseet, edificio ligneo risalente al 1830 utilizzato fino agli anni ’70 come stazione e deposito doganale e di fronte al quale si erge il monumento a Roald Amundsen, ci fermiamo alla Van Frue kirke, la chiesa cattolica, per poi fare ritorno al camper. Lasciamo l’isola su cui si è sviluppata la città, grazie al ponte di Sandnessundbrua che collega Tromso all’isola di Kvaloya che attraversiamo utilizzando la strada 862 per raggiungere prima l’isola di Sommaroy, e successivamente quella di Hillesoya entrambe collegate da ponti. Il paesaggio che ci circonda è veramente molto bello; un arcipelago con tantissime piccole isole impreziosite da baie sabbiose e rocce rossastre che si specchiano in un mare turchese.
Lunedì 11 settembre - Da Hillesøy raggiungiamo il porto di Brensholmen, punto di imbarco del traghetto diretto a Botnhamn. Con mezz’ora di anticipo ci presentiamo al molo dove sono già incolonnate diverse autovetture; ci accodiamo e pur essendo uno degli ultimi mezzi riusciamo ad imbarcarci. Dopo quarantacinque minuti di traversata, con il mare che inizialmente ci riserva lunghe onde trasversali, alle 9.30, sbarchiamo sulla isola di Senja. Imbocchiamo subito la stretta, ma per fortuna poco trafficata, strada costiera 862, una delle strade turistiche nazionali: incredibilmente panoramica, offre numerosi scorci mozzafiato. Con una deviazione ci rechiamo al villaggio di Fjordgard; per raggiungerlo dobbiamo percorrere tre strette gallerie consecutive, lunghe dagli 800 metri ai 2,3 chilometri, che consentono il passaggio di un solo veicolo alla volta e che fortunatamente percorriamo senza incrociare nessuno. Tornati sulla 862, ci dirigiamo al villaggio di Ersfjordbotn, che si estende a ridosso di una bella spiaggia; molto più spettacolari sono però i monti, incredibilmente scenografici, che lo sovrastano. Per ammirarli ci fermiamo al punto panoramico di Tungenes, passerella in legno protesa verso il mare che offre una vista spettacolare sulla catena montuosa dell'Okshornan, conosciuta anche con il nome di Denti del Diavolo, guglie aguzze che si ergono quasi verticalmente per circa settecento metri dalle acque dell'Ersfjorden. Un ulteriore sosta per ammirare un panorama fantastico la effettuiamo a Bergsbotn, dove una piattaforma si protende nel vuoto, regalando una vista magnifica che abbraccia le montagne circostanti e la baia sottostante. Lasciata la strada turistica nazionale, utilizzando le strade 86 e 8600, ci dirigiamo a Skrollsvik, località dall'aria abbandonata, situata all’estremità meridionale dell'isola, dove sulle scogliere, ancora resistono i bunker utilizzati dalle truppe tedesche durante la seconda Guerra Mondiale. Un luogo indubbiamente bello e panoramico, ma purtroppo abbandonato all’incuria, alle intemperie e al tempo.
Martedì 12 settembre - Avendo sostato sulle rive di un lago, al nostro risveglio ci troviamo immersi in un'atmosfera ovattata e surreale creata da nuvole basse e nebbia. Nonostante la visibilità ridotta, ci rimettiamo in viaggio sulla trafficata E6 alla volta di Bjerkvik, Bogen e Kongsvika. Dopo aver percorso strade secondarie e toccato i piccoli centri di Sigerfjord e Risoyhamn, percorrendo la strada costiera 7698 raggiungiamo Bukkekjerka, dove ci fermiamo al punto panoramico situato vicino al faro di Borhella. Proseguiamo e passando da Bleik, villaggio affacciato sull'oceano, raggiungiamo Andenes, il capoluogo dell'isola di Andøya e punto più settentrionale dell'arcipelago delle isole Vesterålen. Passeggiamo nella zona portuale, dominata da un imponente faro, alto quaranta metri e realizzato interamente in ghisa – il più alto del suo genere in Norvegia – da cui, in stagione, partono i safari per l'avvistamento delle balene.
Mercoledì 13 settembre - Ci spostiamo dal parcheggio situato nelle vicinanze del centro spaziale di Andøya Space al piccolo porto del villaggio di Bleik, punto di partenza del trekking per la spiaggia ed il lago di Otervika. Circondati da un superbo paesaggio montuoso, caratterizzato da montagne che si tuffano direttamente nel mare, iniziamo il trekking camminando dapprima su una comoda pista che dopo un breve tratto si trasforma in un sentiero ed infine, nei pressi di un promontorio, in una sassaia rocciosa. I massi che ci troviamo ad affrontare sono estremamente viscidi e scivolosi; valutati i rischi e le difficoltà, decidiamo di desistere e di ritornare sui nostri passi per riprendere la strada verso Andenes. Dopo aver effettuato una sosta a Dverberg, attratti dalla particolare chiesa ottagonale, una costruzione bianca che spicca nel paesaggio circostante, ci dirigiamo a Sortland per proseguire, dopo aver attraversato il fiordo, verso Myre. Ci attende una strada sterrata dal fondo decisamente rovinato a causa delle molte buche che ci consente però di raggiungere uno dei luoghi più particolari tra quelli visti finora: il suggestivo villaggio di Nyksund. Un tempo abbandonato è oggi rinato grazie ad una comunità di artisti e ad un'attenta opera di recupero delle case colorate costruite su palafitte che contornano il piccolo porto ricavato all’interno di un fiordo.
Giovedì 14 settembre - Dopo esserci concessi delle docce rigeneranti, intorno alle 11.00, lasciamo l’area sosta di Myre. Dobbiamo percorrere a ritroso un tratto della strada percorsa ieri, per poi dirigerci verso sud ed oltrepassata Stokmarknes raggiungere il porto di Melbu, punto di imbarco per l’isola di Austvågøy, nell’arcipelago delle Lofoten. Siamo decisamente in anticipo e dobbiamo attendere un'ora, tempo che trascorriamo passeggiando per il piccolo borgo, prima di poter salire a bordo del ferry che con una traversata di mezz'ora ci consente di raggiungere Fiskebøl, punto di approdo per chi proviene da nord, alle Lofoten, arcipelago composto da sei isole principali e da una miriade di disabitati isolotti minori, separate da stretti bracci di mare famosi per le correnti fortissime. Imbocchiamo la strada 7638 verso Grunnfør; un percorso che si rivela spettacolare, pur essendo la strada tortuosa e a tratti stretta, ma che attraversa paesaggi affascinanti. Facciamo una sosta a Grunnfjorfjorden, per ammirare la spiaggia incastonata in un fiordo, per poi proseguire fino alla terrazza panoramica di Austnesfjorden. Qui, la vista è assai suggestiva: davanti a noi, la baia in mezzo alla quale sulla penisola di Sildpollnes si erge una piccola e pittoresca chiesa, circondata da montagne possenti che si specchiano nelle acque del fiordo. Decidiamo di ritornare a Grunnfør, al parcheggio camper di Rolf’s bar, ripercorrendo la stretta strada che si snoda lungo la costa settentrionale del Grunnfjørfjorden. La giornata volge ormai al termine e nel buio che avanza con il cielo finalmente sereno, ecco che sopra di noi inizia a volteggiare una bellissima aurora boreale; un'emozione intensa a perfetto coronamento della nostra prima giornata alle Lofoten.
Venerdì 15 settembre - Lasciato il parcheggio sulla spiaggia di Rolf’s bar percorriamo un tratto della strada 7638, attraverso la valle selvaggia del lago Storvatnet, per raggiungere nuovamente la E10, l'arteria principale dell'arcipelago. Passiamo, senza fermarci, per Svolvær, la cittadina più grande dell’arcipelago, per raggiungere direttamente Henningsvær, villaggio sparso su diversi isolotti rocciosi che ha conservato ancora il fascino del vecchio borgo di pescatori con angoli caratteristici e pittoreschi, pur essendo oggi, una vivace colonia di artisti. Lo raggiungiamo, dopo aver lasciato il camper in un parcheggio lungo la strada 816 poco prima del ponte di Engoya; a piedi ci addentriamo nei vicoli, sulle balconate in legno che si affacciano sulle acque del porto, tra le case colorate che ospitano gallerie d'arte, negozi, bar e ristoranti. Ripartiamo nel pomeriggio, tornando sulla E10 per attraversare l'imponente ponte Gimsøybrua, che collega le isole di Austvågøy e Gimsøy. Facciamo una sosta sulle rive del fiordo di Gimsoy, alla romantica chiesetta di legno costruita quasi in riva al mare che con la bassa marea, è circondata da splendidi banchi di sabbia bianca, per poi proseguire fino a Hovsund, un minuscolo villaggio situato sulla punta dell'isola. A piedi ci dirigiamo alle tipiche rastrelliere in legno (hjell), utilizzate per essiccare lo stoccafisso ed al piccolo porto circondato da un molo, percorrendo il quale è possibile raggiungere il faro dove notiamo le vertebre di un enorme scheletro di balena. Prima di tornare sulla E10, facciamo una breve sosta per ammirare un'opera curiosa: il rudere di una casa decorato con il murales Butterfly, opera dell'artista norvegese Pøbel; un tocco di street art inaspettato in questo contesto naturale. Una volta sulla E10, ci fermiamo al belvedere di Torvdalshalsen; da qui, lo sguardo può spaziare sull'intera pianura della terza isola delle Lofoten: Vestvågøy. Facciamo anche una rapida puntata al malinconico borgo di Borgvarg, prima di concludere la giornata dirigendoci a Eggum, dove esploriamo le rovine di una ex stazione radar tedesca utilizzata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. E’ situata in una posizione strategica da cui si ha una magnifica vista sulla costa frastagliata delle Lofoten settentrionali che ci appare ravvivata dai caldi colori di un tramonto che prepotentemente si fa largo tra le nubi.
Sabato 16 settembre - Ci incamminiamo lungo il sentiero che costeggiando il mare porta verso la spiaggia di Unstad, luogo frequentato dagli appassionati di surf. Lungo il cammino, incontriamo un'opera d'arte molto particolare che ben si inserisce nel paesaggio: una testa di donna che guarda il mare, opera dell’artista svizzero Markus Raetz. Denominata "Testa", la scultura ha come particolarità che cambia espressione e fisionomia a seconda del punto di osservazione, apparendo addirittura capovolta da angolazioni diverse. Proseguiamo per un breve tratto, nella fresca brezza mattutina, verso le scogliere per poi dirigerci verso l'interno costeggiando dapprima il lago Utdalsvatnet e successivamente il lago Heimredalsvatnet per raggiungere una cascata che alimenta una piccola centrale elettrica locale. Nel pomeriggio ci spostiamo nuovamente in camper e dopo aver percorso un breve tratto di E10 e diverse strade secondarie ci spostiamo verso una delle icone paesaggistiche delle Lofoten: la spiaggia dall’aspetto caraibico di Haukland, una mezzaluna di sabbia bianchissima, bagnata da acque cristalline, circondata da imponenti montagne. Qui parte uno dei trekking più famosi, quello che porta alla spiaggia di Utakleiv. Decidiamo di affrontarlo seguendo il percorso più impegnativo all'andata: uno stretto sentiero, a tratti ripido, che sale verso il passo Klumpenpass. La fatica della salita è comunque ripagata da fantastici panorami; una volta raggiunta la cresta, iniziamo la discesa camminando tra prati verdissimi con le pecore al pascolo, seguendo in parte la vecchia strada postale di cui sono rimasti pochi tratti lastricati che permettono di raggiungere le prime case del villaggio situate all'estremità della lunga spiaggia di sabbia finissima. Per il ritorno ad Haukland, scegliamo la vecchia strada costiera, utilizzata fino al 1998 ed oggi chiusa al traffico veicolare, che aggira il monte Veggen e si snoda, stretta, tra gli scogli flagellati dalle onde e le ripide pareti di roccia scura della montagna. Bagnati, per la pioggia arrivata all’improvviso, ma soddisfatti rientriamo al camper. E come per magia, a mezzanotte, il cielo ci regala un'altra debole, ma sempre emozionante, aurora boreale.
Domenica 17 settembre - Lasciamo la splendida cornice della spiaggia di Haukland e ci dirigiamo verso Leknes, il centro amministrativo di Vestvågøy, dove dobbiamo verificare gli orari di apertura della locale officina Fiat poiché una spia motore si è accesa sul nostro camper. Annotato l'orario, proseguiamo verso Ballstad, non prima però di aver ammirato la particolare chiesa di Buksnes, dipinta di un rosso acceso e costruita tra gli alberi su una collinetta. Riprendiamo la E10, oltrepassiamo la penisola di Offersøy ed attraverso il tunnel sottomarino di Nappstraum, superiamo il braccio di mare che ci separa dall’isola di Flakstadøy caratterizzata da montagne ancora più aspre e imponenti. All’uscita del tunnel, imbocchiamo la stretta strada 7594 che porta a Storsandnes, dove ci attende una spiaggia di sabbia bianca bellissima, incastonata tra montagne dalle ripide pareti di roccia nera. Un posto selvaggio, da cui la vista si estende attraverso il mare fino a Uttakleiv ed in cui decidiamo di ritornare per trascorrere la notte. Per ora, riprendiamo il nostro giro e tornati sulla E10, facciamo un'altra deviazione, questa volta sulla 7596, per raggiungere Nusfjord: un antico villaggio di pescatori magnificamente conservato e trasformato in un museo all'aperto ed in un resort diffuso. È un posto unico, vivo, bellissimo, con i tipici rorbuer, le tradizionali capanne dei pescatori su palafitte, ristrutturati con cura ed i vecchi magazzini intorno al porticciolo riconvertiti in caffè, ristoranti e spazi espositivi. Passeggiamo per il villaggio, visitando le piccole esposizioni allestite negli edifici storici e raggiungiamo il faro all'imboccatura del fiordo, da cui la vista spazia sulla baia e sul mare aperto. Ritornati al camper, ripercorriamo la 7596 e poi la E10 fino a Flakstad dove ci fermiamo per vedere un'altra chiesa storica costruita interamente in legno, situata proprio in riva al mare. La leggenda narra che sia stata edificata nel 1430 utilizzando il legname proveniente dal naufragio di un mercantile scozzese proveniente dalla Russia e che affondò proprio al largo di Flakstad.
Lunedì 18 settembre - Alle 8.00 lasciamo la tranquillità della spiaggia di Storsandnes per raggiungere l'officina Fiat di Leknes per far verificare la causa dell’accensione della spia motore. La diagnosi del check-control indica un guasto al sensore del filtro anti-particolato, pezzo che deve essere sostituito ma che sarà disponibile solamente domani in tarda mattinata, dovendo arrivare da Oslo. Un imprevisto che ci costringe ad apportare qualche modifica a quanto programmato e a dirigerci verso l'estremo sud delle Lofoten. Attraverso il ponte sospeso di Kråkern bru, raggiungiamo Moskenesøy, l'isola più meridionale e più iconica dell'arcipelago, i cui paesaggi incarnano in modo particolare il fascino delle Lofoten, grazie alle montagne ripide ed incredibilmente alte che sembrano sorgere direttamente dal mare ed i piccoli coloratissimi insediamenti urbani incastonati nelle baie. Proseguiamo sulla E10 e ci fermiamo a Toppøya. Qui la costa si apre al Reinefjord ed il panorama che offre è incredibilmente bello: il blu intenso del mare contrasta con le nere e aspre montagne, mentre le tradizionali rorbuer rosse - il colore più economico, ottenuto con olio di fegato di merluzzo e ocra - e gialle - per chi poteva permettersi una spesa maggiore - punteggiano la costa. D’obbligo le foto dal ponte: davanti a noi, su una piccola isola ai piedi del massiccio del Festhæltinden, il villaggio di Hamnøy. Ci rechiamo a piedi a visitare le rosse rorbuer trasformate da case di pescatori in lussuose camere di un resort e dopo aver curiosato nel minuscolo porto ci spostiamo alla vicina Sakrisøya, altro incantevole villaggio di pescatori, caratterizzato da case dipinte di un caldo giallo ocra, con la maestosa vetta dell'Olstind a fare da sfondo. Ripreso il camper, ci spostiamo a Reine, e dopo pranzo, ad Å in Lofoten, borgo in gran parte trasformato in museo all'aperto dedicato alla pesca ed alla vita tradizionale delle Lofoten. Giriamo per il porto e tra le case storiche, arrivando fino al punto panoramico che segna la fine della strada. Sulla via del ritorno, facciamo una breve sosta a Tind per ammirare altre rorbuer e poi a Sørvågen. Qui intraprendiamo una bella passeggiata lungo la costa che ci porta al vecchio faro con l’annessa casetta in legno per il guardiano, di Glåpen; costruito nel 1857, è stato operativo fino al 1985, quando è stato sostituito da un faro più moderno. Facciamo ritorno a Reine, considerato da molti il villaggio più bello delle Lofoten fermandoci prima al Reinehalsen, parcheggio panoramico da cui si gode una vista imperdibile, sicuramente la più iconica e fotografata, di Reine e del Reinefjord, con le case colorate e le montagne che si riflettono nelle piatte acque del fiordo. Ed alle 22.00 il cielo decide di regalarci un altro spettacolo indimenticabile: una fantastica e vivida aurora boreale.
Martedì 19 settembre - Nonostante il freddo pungente e il vento teso che sferza la costa, ci concediamo una breve passeggiata per le stradine di Reine, prima di ripartire e raggiungere nuovamente Leknes, dove lasciamo il camper nell’officina della Traffiks Bureau per la sostituzione del sensore guasto. Alle 13.15, ritiriamo il mezzo riparato e riprendiamo il viaggio puntando verso nord. Prima ci rechiamo a Fredvang, per vedere la baia con le fantastiche spiagge di Yttersand e Ramberg, quindi ritornati a Leknes scegliamo di percorrere la panoramica strada costiera 815 che offre scorci diversi e meno noti, ma non meno affascinanti, delle Lofoten. Ritornati sulla E10 proseguiamo fino a Svolvær e passando per Kabelvåg, non possiamo fare a meno di notare l'imponente chiesa di Vågån, costruita nel 1898 e soprannominata la Cattedrale delle Lofoten per le sue notevoli dimensioni, essendo in grado contenere milleduecento fedeli. Un edificio sorprendente per un piccolo contesto insulare, che sorge proprio accanto alla strada.
Mercoledì 20 settembre - Il vento, dopo aver soffiato con raffiche violente, per tutta notte anche questa mattina non accenna a placarsi. Viste le condizioni meteo poco invitanti, decidiamo di rinunciare al giro a piedi che avevamo programmato nel centro di Svolvær e di rimetterci in viaggio verso la terraferma. Proseguiamo sulla E10, passando per Lødingen, Kongsvika ed Evenskjer, dove ci fermiamo per fare acquisti e per il pranzo. Superate Bogen e Bjerkvik e lasciateci alle spalle le isole Vesterålen e Lofoten, eccoci nuovamente sulla E6, la grande arteria che attraverso paesaggi sempre interessanti, punteggiati da una miriade di laghi di origine glaciale, attraversa la Norvegia. Oltrepassate Narvik e Ballangen deviamo sulla 819, strada che costeggia l’Ofotfjorden verso il piccolo villaggio di Kjeldebotn ed il Vargfjorden.
Giovedì 21 settembre - Anche la giornata odierna è caratterizzata da un vento particolarmente intenso che sferza la costa. Approfittando di una breve tregua raggiungiamo in camper il Forte di Korshamn, sito storico che conserva rovine e bunker militari risalenti al periodo della Seconda Guerra Mondiale, che però visitiamo abbastanza velocemente a causa delle persistenti raffiche di vento. Ritornati al camper, ci dirigiamo percorrendo strette strade secondarie alla E6 e dopo aver oltrepassato Ballangen e Narvik ci avviciniamo alla E10, importante via di comunicazione che attraverso il valico montano di Bjornfjell collega Norvegia e Svezia. Ci fermiamo un poco prima, sul fiordo di Rombaken al piccolo borgo di Hergot.
Il resoconto da venerdì 22 settembre a domenica 8 ottobre si trova nella sezione
Finlandia
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