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MACEDONIA del NORD
 
 
" Monasteri di Macedonia "
Un viaggio nella Macedonia del Nord, nazione balcanica ricca di storia e di arte; un paese autentico, ancora lontano dai grandi flussi turistici, da sempre punto d’incontro di popoli e culture.
Un itinerario, il nostro, fatto in due momenti diversi, che ci ha visto toccare non solo i più interessanti monasteri bizantini impreziositi da icone ed affreschi risalenti al periodo medioevale, ma anche piccoli e caratteristici borghi rurali sperduti in ariosi paesaggi naturali ed eleganti moschee retaggio di secoli di dominazione ottomana.



Domenica 4 giugno - Lasciamo Borgosesia in una giornata dal meteo variabile ma con il cielo prevalentemente nuvoloso. Fortunatamente in A4 il traffico in direzione di Trieste non è particolarmente intenso e ci consente di arrivare a Palmanova in serata mentre sulla corsia opposta la situazione è ben diversa, con un susseguirsi di code chilometriche ed il traffico spesso fermo. Dopo una passeggiata per ammirare una volta di più, piazza Grande, il Duomo ed i più importanti edifici della città, passiamo la notte all’area parcheggio riservata ai camper situata entro le storiche mura della città.

Lunedì 5 giugno - Ripartiamo sotto un cielo molto nuvoloso e subito ci imbattiamo in un traffico sostenuto, soprattutto di mezzi pesanti, sia in A4 che sul raccordo autostradale di Trieste. Transitiamo per Basovizza ed utilizzando la viabilità ordinaria entriamo in Slovenia; poco dopo aver attraversato il valico di frontiera inizia a piovere, condizione meteo che ci accompagnerà per tutta la giornata. Prima di arrivare a Rjieka entriamo in autostrada per evitare l’attraversamento della città e per ritrovarci, nel contempo, direttamente sull’autostrada A6 che dal mare sale rapidamente verso la dorsale montana e che superato il valico di Tuhobic, ci porta nella pianura interna. Aggirata Zagabria ed oltrepassata Nova Gradiska e Slavonski Brod, proseguiamo sulla A3; ovunque traffico scorrevole con poche auto ma tanti autocarri che formano, al valico di frontiera di Lipovac una coda di svariati chilometri. Superati velocemente i controlli doganali entriamo in Serbia; lasciamo l’autostrada a Ruma, per percorrere il breve tratto che ci separa dal monastero di Krusedol, nella regione della Fruska Gora, dove passiamo la notte nel parcheggio antistante.

Martedì 6 giugno - Alle 8.30 al suono delle campane entriamo nel monastero eretto come mausoleo della famiglia Brankovic e a differenza delle soste precedenti, questa volta troviamo la chiesa aperta. E’ in corso una funzione religiosa con quattro monaci che recitano salmi e cantano; abbiamo finalmente la possibilità di ammirarne l’interno affrescato che seppure annerito dal fumo delle candele è molto bello e preserva ancora l’iconostasi originale ed ospita le tombe di alcuni importanti personaggi della storia serba, tra cui un re. Ci rimettiamo in viaggio; un breve tratto di viabilità ordinaria per raggiungere l’autostrada ed aggirata Belgrado scendiamo lungo la A1 verso la frontiera con la Macedonia del Nord, dove le operazioni sono molto rapide sia da parte della polizia serba che di quella macedone. Proseguiamo in autostrada per i pochi chilometri che ci separano da Kumarovo dove imbocchiamo la strada nazionale A2 che porta in Bulgaria. Giunti a Kriva Palanca risaliamo le pendici del monte Osogovo per raggiungere il complesso monastico di Sveti Joakim Osogovski situato in una bella e scenografica posizione in mezzo ai boschi e che racchiude al suo interno due belle chiese: quella Grande del 1850 interamente affrescata e quella piccola dedicata alla Natività della Santa Madre di Dio, dall’esterno in mattoni e con affreschi all’interno.

Mercoledì 7 giugno - Lasciati gli ottocento metri d’altitudine del monastero, ridiscendiamo nella graziosa cittadina di Kriva Palanca per ripercorrere in senso inverso un tratto della A2 fatta ieri e dirigerci quindi su strade secondarie a Kratovo, cittadina mineraria con alcune torri medioevali che si ergono tra le case del paese. E’ poi la volta di Lesnovo dove ci fermiamo per visitare il monastero di San Michele e San Gabriele risalente al XIV° secolo, tuttora abitato da una piccola comunità di monaci, la cui chiesa ha all’interno ancora gli affreschi originali. Ci spostiamo a Strumica dove visitiamo i due monasteri che sorgono nei dintorni: quello di Vodoca (San Leontius), un insieme di tre chiese unite in un corpo unico, edificate in epoche diverse sulle rovine di una basilica di epoca paleocristiana e quello di Veljusa, oggi monastero femminile, costruito nell’XI° secolo, molto bello internamente, con le sole volte delle cupole che hanno mantenuto gli affreschi originali. Stiamo per lasciare la Macedonia del Nord che continueremo a visitare durante il viaggio di rientro. Scendiamo verso sud per raggiungere sul lago Dojran il valico di frontiera con la Grecia e proseguiamo fino al lago Kerkini, habitat naturale per più di trecento specie di uccelli, dove, al porto di Mandraki, ci fermiamo per la notte.

Il resoconto da giovedì 8 a venerdì 29 giugno, si trova nella sezione Grecia.

Venerdì 30 giugno - Scendiamo a fondovalle per imboccare la panoramica strada 20 che transitando da Konitsa ci consente di vedere, mentre passiamo, il vecchio ponte in pietra a un solo arco sul fiume Aoos. Siamo nel cuore dell’Epiro; qualche chilometro prima di Eptachori svoltiamo per passo Kotylis valico a 1600 metri d’altitudine che attraverso secondarie e deserte strade di montagna ci conduce prima a Kastoria e a Florina, poi alla frontiera con la Macedonia del Nord. Espletati in pochi minuti i controlli doganali, proseguiamo verso Bitola per dirigerci a Prilep; ci rechiamo al monastero dei Santi Arcangeli ma essendo tardo pomeriggio è già chiuso al pubblico. Ci ritorneremo domani, noi intanto ci spostiamo al monastero di Treskavec che sorge isolato sul monte Zlatovrv in una zona panoramica da cui si domina la pianura sottostante.

Sabato 1 luglio - Percorriamo a piedi il breve tratto che ci separa dal monastero, risalente al XII° secolo, che custodisce nella corte interna la chiesa della Dormizione della Vergine. Purtroppo versa in cattive condizioni, puntellata con travi in legno sia internamente che esternamente, ha una copertura in lamiera a protezione del tetto e lastre di plastica attaccate ai ponteggi per riparare le facciate esterne. Anche gli affreschi sulle pareti interne sono molto deteriorati a causa delle infiltrazioni; la posizione invece è davvero stupenda, un picco roccioso ad una altezza di quasi 1300 metri a cui si arriva con una ripida e stretta strada in salita. Ridiscesi a Prilep, distante circa otto chilometri, ritorniamo al monastero femminile dei Santi Arcangeli che ieri era chiuso; la chiesa ha una parte antica ed una più recente ma pochi sono gli affreschi interni che si sono salvati. Lasciato il monastero situato nel sobborgo di Varosh, percorriamo la A3 fino a Bitola per raggiungere sul lago Prespa i villaggi montani di Ljuboino e di Brajcino. Villaggi con vecchie case di pietra, alcune restaurate diventate seconde case ed altre in condizioni precarie. La tappa successiva ci porta sul lago Orhid, dove in prossimità del confine con l’Albania, si trova il monastero di Sveti Naum risalente al X° secolo. Ci aspettavamo un’oasi di tranquillità invece ci colpiscono appena prima del complesso monastico le spiagge affollate di bagnanti ed un mercato con cianfrusaglie e souvenir di ogni tipo; tantissimi i vacanzieri che sono qui per godersi le proprie vacanze sulle sponde del lago essendo, una parte del monastero, stata riconvertita in complesso alberghiero. Fortunatamente la chiesa di San Naum è ben conservata come pure gli affreschi dell’interno. Decidiamo di fare un breve trekking per raggiungere anche le chiese della Madre di Dio e di San Atanasio, quest’ultima costruita nel 1400, con affreschi all’interno, restaurati in maniera un po’ troppo vistosa una ventina di anni fa. Ritornati al camper, percorriamo la strada che costeggia il lago per fare ritorno ad Ohrid, fermandoci a Trpejca per vedere dall’alto il museo all’aperto in cui è stato riprodotto un insediamento preistorico su palafitte.

Domenica 2 luglio - Lasciato il camper in campeggio, ci incamminiamo di buon ora sul lungo lago diretti al nucleo antico, della città di Orhid, culla spirituale e culturale della regione macedone e considerata uno dei più antichi insediamenti umani in Europa. Ci muoviamo per le vie lastricate dell’antico centro abitato, ancora poco affollate pur essendo un giorno festivo, in parte circondato dalle mura medioevali; vediamo la chiesa di San Clemente che funse da cattedrale nel periodo ottomano e che conservò fino all’inizio di questo secolo le reliquie del Santo, per poi salire all’antico teatro di epoca ellenistica e romana ancor oggi usato per rappresentazioni teatrali. Ci dirigiamo quindi al complesso archeologico Plaoshnik che comprende le rovine della vecchia basilica paleocristiana e la chiesa di Sveti Pantelejmon, interamente ricostruita all’inizio di questo secolo, che vediamo mentre è in corso una funzione religiosa. Scendiamo attraverso una pineta alla chiesa di S. Giovanni Kaneo situata su uno sperone roccioso a picco sul lago e dopo aver percorso i ripidi viottoli che tortuosi girano attorno alle vecchie case del paese percorriamo il sentiero che costeggiando il mare ci porta alla Cattedrale di Santa Sofia eretta intorno all’anno mille. Riprendiamo il viaggio, oltrepassiamo Struga, e a Debar ci rechiamo al monastero femminile di Rajchica dove visitiamo la chiesa affrescata di San Giorgio il Vittorioso, attualmente riparata da una copertura metallica a causa dei lavori di restauro. In un continuo saliscendi di colline ricoperte di pinete raggiungiamo Mavrovo all’interno del parco nazionale omonimo dove si trovano le rovine di una chiesa, una volta semisommersa ed ora sulle rive di un bacino artificiale. Per strade secondarie che attraversano borghi tipicamente islamici raggiungiamo Tetovo e quindi i parcheggi della stazione sciistica invernale di Popova Shapka.

Lunedì 3 luglio - Scendiamo nuovamente a Tetovo, città considerata la capitale della minoranza albanese in Macedonia dove visitiamo l’Arabati baba Tekke, un monastero Bektashi che ancora oggi ospita una comunità di dervisci giunti nei Balcani dopo essere stati banditi dall’impero ottomano. Attraversato il grande giardino con le lapidi di antiche tombe, ci rechiamo alla gigantesca fontana di marmo antistante le sale di preghiera dove sono presenti i sarcofagi dei Visir ottomani; un luogo di spiritualità ed esempio di architettura ottomana del XVI° secolo. Ci spostiamo quindi alla splendida Sarena Dzamija, moschea dipinta, costruita nel 1438. Molto bella e caratteristica all’esterno, è stupendamente affrescata con motivi floreali e geometrici all’interno, un capolavoro dell'arte islamica costruito grazie alle donazioni di due nobildonne musulmane il cui mausoleo si trova nel giardino interno. Lasciamo Tetovo e ci dirigiamo percorrendo l’autostrada al Motka Canyon. Arriviamo che è quasi mezzogiorno, un’ora troppo tarda; il parcheggio è pieno con auto disposte ovunque e diversi sono gli autobus delle comitive di turisti. Con qualche difficoltà riusciamo a ritornare sui nostri passi; attraversata Skopje e ci dirigiamo direttamente a Staro Nagorikane per vedere la chiesa di San Giorgio, (XI° secolo) conservatasi perfettamente sia all’esterno che all’interno anche se qualche affresco è purtroppo andato perduto. E’ la nostra ultima tappa in Macedonia del Nord, non ci resta che prendere l’autostrada per raggiungere la frontiera. Affrontiamo una breve coda, nulla in confronto a quella di coloro che sul lato opposto scendono a sud; entriamo in Serbia e dopo un lungo trasferimento autostradale ci fermiamo al monastero di Krusedol.

Martedì 4 luglio - Ritorniamo in autostrada e superata la frontiera tra Serbia e Croazia proseguiamo sulla A3 fino a Nova Gradiska. Per non ripercorrere il lungo tratto autostradale fatto all’andata che ci porterebbe a Zagabria, decidiamo utilizzando strade locali di attraversare la Bosnia e passando per Banja Luka, Kljuc e Bihac, dirigerci verso la costa. Un percorso lento, in una zona per noi nuova, attraverso colline e montagne ricoperte di boschi, con bei panorami. Viaggiamo fino a sera e dopo essere rientrati nuovamente in Croazia, ci fermiamo nei pressi del parco nazionale di Plitvice.

Mercoledì 5 luglio - Lasciate le montagne dell’interno scendiamo sulla costa adriatica per raggiungere, oltrepassate le città di Rijeka e di Opatja, un bel campeggio nel borgo di Icici, in cui siamo già stati ospiti. Prima di rientrare, abbiamo deciso di concederci un paio di giorni di relax che impieghiamo con piacevoli passeggiate lungo la costa del golfo del Quarnero.

Giovedì 6 luglio - Dopo essere stati ieri al borgo di Lovran, ed in cui ritorneremo anche oggi nel pomeriggio, pur avendolo già visitato in occasioni precedenti, stamane ci muoviamo nella direzione opposta e con una passeggiata sul lungomare all’ombra di querce e lecci cresciuti nei parchi di magnifiche ville alcune delle quali trasformate in hotel, ci rechiamo ad Opatjia (Abbazia) che due secoli orsono era una apprezzata località balneare alla moda in cui sono presenti diversi palazzi risalenti al periodo asburgico, tra cui Villa Angiolina, residenza del 1800, circondata da un bel parco.

Venerdì 7 luglio - Siamo alla fine anche di questo viaggio; utilizzando la viabilità ordinaria ci dirigiamo verso il confine con la Slovenia. Attraversato l’entroterra istriano entriamo in Italia dal valico di Basovizza e raggiunta Trieste ci immettiamo in autostrada A4 per fare ritorno a casa.

 
 
 
 
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